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MESTRE E PARK HOTEL AI PINI la Repubblica.it

Il fascino della Laguna dai tempi della Serenissima a oggi: un weekend a Mestre

Inviato da francescabertha il 05 agosto 2013


Foto

Destinazione: VE
Durata del viaggio: 1 giorno

C’era una volta un anziano saggio di nome Antenore, il quale, fuggito dall’antica Troia distrutta, si mise a peregrinare per mare.

A un certo punto decise di rifugiarsi sulla terraferma, in una regione verde e accogliente, che chiamò Veneto e dove fondò la città di Padova.

Con lui c’era anche il giovane principe Mesthle, figlio del re degli Eneti, (popolo da cui sarebbero discesi i Veneti), il quale si stabilì invece presso un bosco di fronte alla Laguna, fondando una città fortificata che chiamò, dal proprio nome, Mestre.Questa è una leggenda, ma la sua fonte è di tutto rispetto: l’Iliade di Omero. Anche se le origini precise di questa municipalità, fino al 1926 comune autonomo, si perdono nella notte dei tempi, si sa con certezza che già nel IV secolo ci fu, nelle vicinanze di Mestre, una stazione di posta per il cambio dei cavalli, e alcune centinaia di anni dopo la zona, divenuta terra di confine tra il Sacro Romano Impero e il Ducato di Venezia, acquisì quell’importanza strategica che conserva a tutt’oggi.

Mestre è uno dei luoghi più visitati al mondo in assoluto: ci passano milioni di turisti, e se oggi ci si arriva per lo più in autostrada, in passato il traffico era di simile entità, ma più silenzioso, visto che in gran parte si svolgeva via acqua, anche ad esempio sul Canal Salso, costruito nel Trecento, che dalla laguna arrivava nel cuore del borgo.

Le vie che percorriamo durante la nostra passeggiata in centro, a quei tempi erano in parte navigabili. Dalla centralissima Piazza Maggiore, oggi intitolata al partigiano Erminio Ferretto, partiva una via acquea, detta “Brenta vecchia”, che consentiva alle imbarcazioni cariche di merci di raggiungere addirittura Padova. In questa piazza, dove c’era anche uno storico mercato, sorgono alcuni dei principali monumenti di Mestre tra cui il Duomo di San Lorenzo, costruito su un’antica pieve, citato per la prima volta nel 1152 e ricostruito nel Settecento.

Dall’altro lato della piazza si erge il simbolo civico della città, la Torre dell’Orologio. Eretta nel 1108, in origine era una casa-torre, e venne successivamente inglobata nel Castelnuovo, la fortezza costruita nel Trecento, in sostituzione del Castelvecchio, demolito nel XV secolo.

Sempre in piazza ammiriamo anche il Palazzo da Re, il cui portico un tempo ospitava il mercato delle granaglie.

La nostra passeggiata ci porta ancora più indietro nella storia, quando visitiamo la chiesa di San Girolamo, l’edificio religioso più antico di Mestre. Dietro la chiesa sono stati recentemente rinvenuti i resti del Torresino, un’altra delle torri del Castelnuovo.

Dopo questo lungo giro nelle bellezze del passato, raggiungiamo la nostra dimora per questo weekend: Ai Pini Park Hotel, situato in un vasto e tranquillo parco, a una decina di minuti a piedi dalla stazione di Mestre e a un quarto d’ora in auto dal centro di Venezia.

Lasciamo la macchina nell’ampio parcheggio e ci sistemiamo nelle nostre eleganti e luminose camere, dotate di ogni comfort, compresa la connessione Internet gratuita. La massima cura dei particolari e la naturale affinità con la bellezza caratterizza ogni ambiente dell’hotel, dove oltre a dei bei fiori, si possono anche ammirare le opere pittoriche dell’artista veneziana Carla Erizzo.

Prima di cena ci concediamo una passeggiata nel parco della struttura, una vera e propria oasi naturale, e restiamo all’aperto anche durante la cena, scegliendo, grazie al bel tempo, di accomodarci nel gazebo sul patio di fronte al parco. Durante tutto l’anno, ad accogliere fino a ottanta persone, è l’elegante sala interna.

Una volta a tavola, abbiamo l’occasione di scambiare due chiacchiere con i titolari, la cui gentilezza e bravura ci mette subito a nostro agio: Giovanni Baldo e sua moglie Roberta Ferrari. “La nostra famiglia ha iniziato l’attività di albergatori vent’anni fa, e la configurazione attuale di Ai Pini Park Hotel, con 48 camere, e del Ristorante Al Parco è merito di un accurato ampliamento e ristrutturazione dei locali, avvenuto nel 2001″, ci spiegano.
La stessa cura e attenzione ai particolari e alla qualità, che ha permesso all’hotel ristorante di vincere degli importanti premi, la riscontriamo anche a tavola, gustando delle squisite specialità venete, preparate con prodotti di stagione.

Il bravissimo chef Alessandro, in grado di soddisfare ogni palato, (tra cui, di recente, quello di una grande cantante che ha rivelato all’ultimo di essere vegana), ci delizia, tra l’altro, con delle capesante, con dei primi di pasta fatta in casa, con una treccia di branzino bella quanto buona e con delle grigliate miste di pesce fresco, per non parlare degli irresistibili dolci._

Se in passato Mestre era un importante punto di riferimento dei viaggiatori, da ora in poi lo sarà anche per noi: torneremo qui volentieri anche per qualche festa o evento gastronomico organizzato in questa meravigliosa location.Testo: Francesca Bertha
Consulenza e fotografie città: Stefano Zanus